Al museo delle relazioni interrotte - Mia Lecomte

Cod. Art. 978-88-7848-996-7
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Rendez-vous

(
Paris, metro Châtelet)
Ogni città ha il suo rosso
Sta appuntato alla meglio si apre a fiore
per permetterti di trovarla un tal giorno
perché tu possa arrivare sia puntuale
riconosca facilmente la città come tua
grazie al segno
Non è lei
tu non sai che ripeterti
non è il rosso il colore prescelto
non avrebbe dovuto sbocciare lì sopra
esibito come un ultimo cuore di panno
Per non dire
dell’idea malinconica dell’incontro




Appunti per un augurio
di Carlo Bordini

Questo libro è un percorso, da elementi di crisi arriva al dramma. È un crescendo.
Una crisi famigliare, la crisi dell’amore.
Nello stesso tempo questo libro è una serie di invenzioni che partono da una scarnificazione di sé.
Non è, come certi altri, un libro rivolto a una persona, o meglio lo è anche, ma qualcosa lo distingue da quei libri che usano troppo il tu: non è un libro di recriminazioni.
Osserva il dramma. Come se fosse inevitabile. Crea un elenco di sintomi.
L’autrice è dentro se stessa. Quindi da un lato è il libro di una persona, di una persona che parla di sé e di quelli che ama.
Nello stesso tempo questo è un libro in cui non c’è l’io.
Il dramma è squadernato di fronte a noi.
Il dolore (dolore come benzina del lirico) non viene mai menzionato.
Semplicemente la distruzione. C’è.
Ed è espressa spesso con toni pacati.
E c’è anche la sorella educata del dolore e della rabbia, che è l’ironia.
Amo molto questo libro, amo il dolore che viene espresso, raffigurato, cesellato, celebrato senza che si oda un solo lamento.
È un libro che cerca una consapevolezza, che cerca di spiegare, di spiegare a se stesso, che analizza, fa a pezzettini, e in questo modo il dramma è molto più potente ed evidente.
E il linguaggio si crea da solo, le immagini suonano, cantano da sole, senza nessun artifizio, “devono”, “non possono” non essere così.
Sono pochi i poeti che sanno guardare l’orrore del mondo senza chiudere gli occhi e senza lamentarsi.
Comprendendolo, accettandolo, giustificandolo.
Sono quelli che maggiormente narrano l’orrore del mondo.
Credo che Mia sia uno di questi, come Massimiliano Damaggio, poeta molto appartato di cui è amica e ammiratrice.
Buona fortuna a questo libro amoroso e terribile. Perché

… c’è troppo silenzio perfino per soffrire




Notizia

Mia Lecomte vive tra Roma e Parigi. Poeta, autrice di narrativa, di testi per l’infanzia e di teatro, tra le sue pubblicazioni più recenti si ricordano la rac­colta poetica Intanto il tempo (La Vita Felice 2012) e il volume di racconti Cronache da un’impossibilità (Quarup 2015). Le sue poesie sono state pubbli­cate all’estero e in Italia in numerose riviste e raccolte antologiche, e nel 2012in Canada è uscita la sua antologia bilingue For the Maintenance of Landscape (Guernica). Traduttrice dal francese, svolge attività critica ed editoriale nell’ambito della comparatistica, e in particolare della letteratura transnazionale italofona: è curatrice delle antologie Ai confini dei verso. Poesia della migrazione in italiano (Le Lettere 2006), Sempre ai confini del verso. Dispatri poetici in italiano (Éditions Chemins de tr@verse 2011) e con Luigi Bonaffini A New Map: The Poetry of Migrant Writers in Italy (Legas 2011). È redattrice del semestrale di poesia comparata «Semicerchio» e di alcune riviste lettera­rie online, fra cui il trimestrale di letteratura della migrazione «El Ghibli», e collabora all’edizione italiana de «Le Monde Diplomatique». È ideatrice e membro della Compagnia delle poete: www.compagniadellepoete.com




Intervista di Damiano Sinfonico su La Balena Bianca - Rivista di Cultura Militante (17/01/2017)

http://www.labalenabianca.com/2017/01/17/un-museo-...

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