Alfabetiere privato - Azzurra D'Agostino

Cod. Art. 978-88-7848-958-5
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Nota dell’autore

Nel rivedere i testi che ho pubblicato in questi tredici anni – tanto è passato dal timido D’in nci un là del 2003, esordio con I Quaderni del battello ebbro di Porretta Terme, il paese in cui sono nata – mi sono accorta di due cose.

La prima, che credo sia la cifra che più mi è stata fatta notare in questo lasso di tempo, riguarda il fatto di avvalermi di tre lingue principali. Una è l’italiano, ovviamente; l’altra è il dialetto delle mie zone d’Appennino, mentre la terza è una lingua mista, che cerca la pulizia elementare, ed è quella con cui sono composte alcune poesie che chiamerei “per tutti” (visto che non amo usare la distinzione di poesia “per bambini”). Come queste tre lingue dialoghino tra loro e come si nutrano, anche per contrasti, l’una con l’altra, è quello che forse può emergere da questa raccolta.

La seconda questione che questo lavoro di scavo, riordino e ripensamento mi ha concesso, è l’evidenziarsi di alcune private ossessioni, che non definirei propriamente “temi” ma forse più modalità in cui il mondo mi si offre. Sono emerse dunque sette parole, che fanno di questo Alfabetiere un “privato” nel senso non tanto di “personale” quanto di privo, zoppo, monco. Mancano infatti a questo alfabetiere la gran parte delle lettere, e le parole stesse che emergono sono parziali, spezzate, una parentesi del linguaggio nella sua ordinarietà. A ben vedere, trovo questa riduzione un valore, laddove all’apparenza possa sembrare un limite. O, forse, trovo il limite stesso il punto giusto su cui soffermarsi, su cui ragionare, intorno a cui dedicarsi. Quello spazio che delimita confini, che apre domande, che ci rimette in discussione. Penso che non solo i poeti ma tutti gli artisti possano proprio grazie al limite darsi una misura nel tentare di esprimere il fuori misura che sempre ci abita, che ci cammina accanto.

Per questa ragione, ecco la scelta di sette parole che aprono a una molteplicità di altre parole, che contengono anche quelle che nel corso degli anni hanno indirizzato il mio lavoro – come abitare, per esempio, o abbandono, che qui restano all’apparenza escluse.

Le aporie che una scelta inevitabilmente comporta si trasformano dunque in una possibilità nel momento in cui ciascuna parola si allarga in una rosa di poesie che la declinano, la deformano, la scontornano.

Il libro contiene parte del mio lavoro pubblicato, volumi che per un motivo o per l’altro è oggi difficile reperire (alcuni sono esauriti e non verranno ristampati, ad esempio), oltre ad alcuni inediti scritti negli ultimi anni.

Vorrei ringraziare tutti gli editori da cui sono tratte le poesie della raccolta, nell’ordine in cui li ho incontrati: I Quaderni del battello ebbro, Lietocolle, Transeuropa, Sartoria Utopia, Marcos y Marcos, Isola, SassiScritti, Premio Ciampi Valigie rosse.




Notizia

Azzurra D’Agostino (1977) è nata a Porretta Terme, sull’Appennino Tosco – Emiliano. Ha pubblicato le raccolte di poesia D’in nci un là (I Quaderni del battello ebbro, 2003); Con Ordine (Lietocolle, 2005); D’aria sottile (Transeuropa, 2011, selezione Premio Viareggio); Versi dell’abitare, in XI Quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2012); Canti di un luogo abbandonato (SassiScritti, 2013, Premio Carducci 2014); Quando piove ho visto le rane (Premio Ciampi Valigie rosse, 2015). Ha curato insieme a Francesca Matteoni il volume antologico Un ponte gettato sul mare. Un’esperienza di poesia nei centri psichiatrici (Perda Sonadora Imprentas, 2016)

Ha pubblicato interventi, racconti, poesie su varie riviste e antologie.

Scrive per il teatro e si occupa di organizzazione culturale.



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