Diario de mi e de la me luna - Renzo Favaron

Cod. Art. 978-88-9382-090-5
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I

Par come te dovarìa ciamare

no’ cognosso pì ‘na paroa .

Mi no’ me strassio pì par mi.

La me boca parla de sienzhio.

Drento no’ piove che cueo che no’ se pol dire

e mi me servo de ti pa’ no’ parlarghene.

I

Nei termini in cui ti definisco

non c’è posto per alcuna parola.

Io non soffro più per questo io.

La mia bocca parla di silenzio.

Non piove che l’inesprimibile dentro

ed io mi servo di te per non parlarne.




Notizia

Renzo Favaron (1958) vive e lavora a San Bonifacio (VR).

Dopo un’iniziale plaquette in lingua, nel 1991 pubblica in dialetto veneto Presenze e conparse, con una prefazione di Attilio Lolini.

Del 2001 è il romanzo breve Dai molti vuoti. A partire dal 2002 pubblica alcune plaquette presso le edizioni Pulcinoelefante.

Nel 2003 pubblica Testamento (nota di Gianni D’Elia), un’altra raccolta di poesie in dialetto, nel 2006 Di un tramonto a occidente e nel 2007 Al limite del paese fertile (postfazione di Alberto Bertoni). Il racconto La spalla è del 2005.

Del 2009 è In cualche preghiera (postafazione di Giancarlo Consonni e vincitore del Premio Salvo Basso). Segue nel 2011 Un de tri tri de un (nota introduttiva di Giovanni Tesio e postfazione di Lorenzo Gobbi), che raccoglie venti anni di poesia in dialetto. Del 2012 è Ieri cofa ancuò (nostos par passadoman), con una nota di Paola Tonussi. Del 2014 è il racconto breve Esordi invernali e del 2015 la raccolta Balada incivie, tartufi e arlechini.

È presente nelle antologie: Guardando per terra, L’Italia a pezzi, Verona: Antologia dei grandi scrittori, Con la stessa voce (Poeti dialettali traduttori).

Collabora con lit-blog che si occupano di poesia e narrativa (Poetarum Silva, Taccuino).

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