Fiori d'inchiostro vol. II - Anna Menozzi

Cod. Art. 978-88-7848-923-3
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Oltre

Aldilà del dolore,
oltre il morbo,
più avanti.

Trovi sempre il cordone rosso,
quello che sana la mente
che lenisce la piaga
che frena il piede al baratro

che apre il sentiero
che allunga la mano,
che ti porge un sorriso
che segna la vita.

Tu che hai battuto il mostro,
tu! L’hai chiamata fino all’arrivo
lei ha detto: Sì!

Questo un tempo si chiamava amore.

Prefazione

Leggere queste poesie è come ritrovarsi tra le mani una saggezza; non quella elaborata da menti raffinate, ma quella più semplicemente raccolta per strada e quindi più vicina alle esperienze e al vissuto del poeta (e del lettore).
Così i versi sembrano a volte vestire di quella dolcezza che è propria dei sentimenti partecipati, altre volte – contro gli accadimenti avversi della sorte – paiono levarsi impietosi, lasciando una eco nei suoni. E questi suoni sono i segni posti nello spartito, ove ramificano in melodie o grida, lì dove le parole prendono vita. Ed il lettore, percependone il fiato, serra le dita quasi a voler trattenere questo insolito racconto, che prende e spinge ad approfondire l’origine, e l’origine è quell’alfa che si fa omega lungo una strada che non prevede arrivo, ma solo il ruotare infinito del tempo.
Queste poesie non raccontano storie ma le sussurrano, creando aloni di indeterminatezza in una oltranza che si fa luce (e, spesso, tenebra).
Alcuni versi sono forti, pietre spigolose scagliate contro il vivere inutile che brucia il tempo e non dà attese. Il poeta si fa sensore e nel suo cavo racchiude il bruciare delle foreste, l’inquinamento dei mari e l’aria pesante e nera dei complessi industriali, ma nel contempo apre fessure, dischiude gli scudi ed incita al fare. Ed è il fare l’evoluzione dell’uomo; è il cercare la via dei sentimenti; è il sentirsi parte di un tutto che non cede ma si espande.
Il lettore, nello scorrere questi versi, sente di poter cogliere – nel semplice – l’indecifrabile e respirarne l’aria leggera per comprendere l’incomprensibile.
È come perdersi in un firmamento di piccole energie pulite, dove le parole acquistano la simbologia delle icone, e la somma di queste è proprio quella saggezza che Anna Menozzi ha raccolto per strada.
Angelo Sagnelli




Notizia

Anna Menozzi è nata nel 1943. Ha ottenuto importanti riconoscimenti letterari nazionali (ricordiamo Omaggio a Deledda ed il premio Lions Club di Milano). Ha realizzato con il fratello Giuseppe diverse rassegne culturali di arte pittorica e letteraria. Nel 1998 è stata invitata dalla scrittrice Dacia Maraini al programma televisivo Io scrivo, tu scrivi (Rai Due) e nel maggio 2000 il conduttore televisivo Paolo Limiti si è complimentato per il suo lavoro. Nel 2002 è stata premiata a Carrara con la Foemina d’oro. Nel 2014 ha ricevuto il premio per la poesia al FestivaArt di Spoleto.
Ha pubblicato Racconti, favole e bouquet di ricordi (romanzo, Sovera, 2001), Il casermone e il divertimento (romanzo, Sovera, 2005), Tutto il mondo è paese (romanzo, Sovera, 2008), Fiori d’inchiostro (raccolta di poesie, La Vecchia Lizza, 2009), Antiche Storie Vissute (romanzo, La Vecchia Lizza, 2010).
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