Il giorno del panettiere - R. Cerè

Cod. Art. 978-88-9382-108-7
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Le mani

Penso le mani in generazioni,
nei solchi del tempo, si scoprono
indefinite, le spaccature del derma.

Ho mani da contadino, da panettiere,
da muratore, ma non mani da signore.
Ho dita svelte, da sarta e da lavandaia
si muovono per amore e per memoria.

I calli fanno parte del mestiere,
dove i tagli e i fardelli sono un dovere
che pesa come un sentimento di metallo,
della passione fusa nel mio bagaglio.

Ho mani per esprimere, per imprimere
segni sul quotidiano. Scoprono mondi
rincorrono nei secondi, le parole del pane
che comunico invano, tra i gesti ed i sogni.

Le tendiniti puntano dritte all’orgoglio,
incendiano le mani, le notti senza sonno.
Sforno il giorno, rimpasto un domani.




Postfazione

Rodolfo Cerè da sempre opera, nella vastità di un agire multiforme, per confer­mare il titolo della sua “vera” opera prima in poesia. Lo stato emotivo delle cose è, infatti, il modo esposto con cui Rudy (abbreviativo per gli amici, molti) co­struisce cibo e parola, gli ambiti creativi nei quali più intensamente esprime i propri talenti; uno stato emotivo che lo vede coinvolto e partecipe in ogni pos­sibile occasione, purché si tratti di lavoro sul profondo, non di sola superficie. Sento la ricerca degli spazi. / Tra le cose, tra le parole, / tra le persone ed i lin­guaggi / si assottigliano gli interstizi. // Essere appartenuti ad un posto / forza l’appariscenza dell’animo / il cui appartare, fa spazio / al donarsi che diventa piacere. // Serate riscaldate da cuori elettronici / accondiscendono ai rancori, / nei rigori linguistici, che suonano / come un tiro scagliato sul palo. Così il Nostro, in una stagione che lo vede deliziosamente fuori moda rispetto ai coetanei, con l’efficacia della metafora che Cerè costruisce con la consumata abilità dell’aforista, altro suo riconosciuto talento.

Ho mani da contadino, da panettiere, / da muratore, ma non mani da signore. / Ho dita svelte, da sarta e da lavandaia / si muovono per amore e per memoria. […] Ho mani per esprimere, per imprimere / segni sul quotidiano. Scoprono mondi / rincorrono nei secondi, le parole del pane / che comunico invano, tra i gesti ed i sogni.

Rodolfo è cibo preparato con esattezza chirurgica, eppure con tutto il calore di mani che sanno consapevolmente sporcarsi nella farina di ogni giorno.

Ed è parola che sa generarsi da un desiderio di rappresentazione generosa di un sé personale e collettivo: Cerè gioca di pathos e nostalgia, quando - uomo di confine, di attraversamenti ripetuti all’infinito - dice con tenerezza a chi lo ac­compagna (la città è Zurigo, ma potrebbe essere un’altra delle molte mete cere­siane; lei (sei il tepore) è la sua compagna): […] Arrivare, significa destinarsi / per trovare la pace alla fine del viaggio. / Splendore di mattina assolata, / sei il tepore, dinanzi al focolare.

Infine, last but not least, Rodolfo Cerè “è una persona buona”: condivido que­sta convinzione con Alberto Casiraghy, altro “panettiere” come l’appellava Vanni Scheiwiller a proposito dell’edizione del Pulcinoelefante realizzata in giornata, al pari del pane del fornaio. Nell’occasione di una memorabile conver­sazione, l’“Alberto” sentenziò: “Non so se del Rudy preferisco l’ultima lasagna o l’ultimo l’aforisma”. Com’è nella tradizione dell’osnaghese più famoso dopo sua eminenza Monsignor Ravasi, Alberto ha colto la verità di un uomo che non è diviso tra fornelli e pagina bianca, ma vive di entrambe le fonti con una pas­sione unente e pulita, come puliti dai commensali sono i piatti alla fine delle sue cene e come sono i suoi modi limpidi di poeta chef (o chef poeta, non saprei decidere la prevalenza).

Augusto Pivanti




Notizia

Rodolfo Cerè nasce a Mendrisio nel 1979. Ha trascorso la maggior parte della sua esistenza in quel territorio tra laghi e monti che si estende da Como a Lugano. Chef di professione, coltiva l’espressività creativa nel quotidiano, attraverso la ricerca poetica del cibo e nel nutrimento delle parole. Vive, cucina e scrive a Zurigo.

Ha pubblicato:

L’alba delle nuove idee, LietoColle 2008. Debolezze, Pulcinoelefante 2010.

Lo stato emotivo delle cose, LietoColle 2012. Crisma di Aforisma, nell’antologia “Geografie Minime” Joker editore 2015.

Dal 2017 collabora con il settimanale ticinese “Cooperazione”.

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