Il punto morto del mondo - La Placa Giorgia

Cod. Art. 978-88-9382-122-3
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Dice La Placa presentando la propria opera: “Ho deciso di raccogliere trenta poesie tra quelle che ritenevo più interessanti e che potessero esprimere al meglio la mia idea del poetare. La silloge in questione ha come tema la leggerezza malinconica, lo stato di irrequietudine e abbandono, i sentimenti contrastanti di chi si sposta da una città ad un'altra e prende, da entrambe, suoni, rumori e sensazioni differenti.
Dell'amore assolutamente non in conto per una donna. Le poesie si propongono di tracciare, quindi, tutta una serie di avvenimenti che mi sono accaduti in questi e che, pare, continuino ad accadere”.

Ecco, allora, che “forse è quello il punto morto / del mondo, quell’indomabile senso di nulla / che appare al ritorno; / il posarsi appesantito del ricordo, / la diagonale dei nostri pensieri, / fieri e arrovellati (…)”.
Ed ecco ancora, al termine e dopo aver seguito intero l’itinerario, che “(…) Da capo tocca rammendarsi la pelle, / ricordandosi di togliere dalla schiena / l’ultimo tuo ciglio, / ché mi stai cucita di sopra a pennello, / sei di lana e mi tieni caldo, / eppure mai ho desiderato la stagione estiva così tanto, / per spogliarmi dell’ultimo brandello, / e buttarti tra i panni vecchi / - spiegazzata, tra le macerie, tra i resti”.


*


XXVII

Tutti lo sapevano che – entrando
da quella porta vetrata – mi si saresti incastrata
tra le faccende della giornata e i pensieri;
e che il mio viso avrebbe preso
a tingersi di rosso o di verde – se hai la mano accompagnata –
e probabilmente
mi poteva tramare la gamba destra
o potevo alzarmi di scatto, veloce
come fanno i gatti quando vengono rimproverati
impolverati gli anfratti entro cui mi sarei
nascosta.

Tutti sapevano che entrando non saresti uscita
e tacevano tacevano, ma mi scrutavano.

Invece quel giorno a San Giovanni
io ero impassibile e non ho alzato nemmeno un occhio;
ma fugacemente come si
cogli oggetti
ho intrappolato qualche frame.

Tutti sapevano anche
È vero che ero impassibile e che sembravo più tranquilla,
ma noto sempre che la rassegnazione
ha lo stesso odore della pace nel cuore




Notizia

Giorgia La Placa (Palermo, 1996) è laureata in Lettere all’Università di Bologna, dove sta proseguendo gli studi in Archeologia e culture del mondo antico.

Il punto morto del mondo è la sua opera prima.

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