In un soffio fra gli aceri - Ain Kaalep

Cod. Art. 978-88-9382-133-9
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La classicità cosmopolita di Ain Kaalep

di Paolo Ottaviani


In un prezioso saggio sull’influenza della cultura latina e in particolare di Orazio sulle letterature dei paesi baltici – La “fortuna” di Orazio nel Baltico, ovvero spunti per una ricerca – il filologo, linguista e traduttore Pietro Umberto Dini ci ricorda che “i nomi di Lituania, Lettonia, Estonia” sono stati spesso menzionati “come quelli di tre orfani dimenticati dell’Europa delle nazioni” e quindi rimbalzati in Occidente “prepotentemente alla ribalta delle cronache” soltanto durante il biennio 1989–1990, contestualmente al processo di dissoluzione dell’Unione Sovietica. Infatti, continua lo studioso, “l’appartenenza a comuni geografie politiche e l’incidenza di comuni vicende storiche hanno a più riprese avvicinato queste tre nazioni invero assai diverse fra loro sia dal punto di vista etnico-linguistico che da quello culturale”. E tuttavia, nonostante queste importanti differenze tra i tre paesi “orfani” così ingiustamente e troppo a lungo sottaciute, permane un significativo tratto comune testimoniato da una profonda, conforme “adesione al patrimonio della cultura classica fra le più fortemente radicate e tenaci” nel continente europeo. È nel contesto di queste riflessioni che viene menzionato il poeta estone Ain Kaalep mettendo in rilievo come le sue “venti traduzioni molto rigorose dal punto di vista filologico e corredate di commenti poetici” facciano di lui “il maggiore diffusore di Orazio in lingua estone”. È questa, nel panorama della critica letteraria italiana, una rara citazione e un puntuale riconoscimento del grande intellettuale di Tartu, anche se, in obbedienza alle peculiari finalità del saggio, circostanziato alla sola opera traduttiva del poeta latino e quindi, per forza di cose, assai parziale e riduttivo. Nel profilo biobibliografico si cerca di dare conto, oltre che di alcune vicende storiche che hanno segnato la vita di Kaalep, anche del suo sterminato lavoro di traduzione in lingua estone delle maggiori opere della letteratura mondiale non solo dalle due lingue classiche antiche, greco e latino, ma anche da quasi tutte le moderne lingue europee e da numerose altre ancora. Si tratta di traduzioni di altissima perfezione formale, spesso omoritmiche rispetto ai testi originali e dalle quali si evince tanto quell’attiva adesione al patrimonio classico già menzionata quanto una capacità davvero straordinaria di penetrare e rielaborare, in modi sempre innovativi, personali e palpitanti, ogni moderna e contemporanea cultura poetica. [...]

dalla prefazione di Paolo Ottaviani




Filosoofi laip

Lumi silitas ta luidrat palet,
tuul ta taskuis soris;
suu, mis iialgi ei öelnud valet,
külmus kraaviporis.
Sõitis talur, mässit sooja vaipa,
linna kaupa tooma;
peatas hobuse, kui nägi laipa,
ütles: “Vaene joomar!”
1946


Il cadavere di un filosofo

La neve carezzava quel viso magro,
l’aria frugava le tasche;
la bocca che mai aveva detto il falso,
gelò nel fango di un fosso.
Passò un villano, stretto in un caldo manto,
diretto in città, al mercato;
notò il cadavere e arrestò il cavallo,
esclamò: “Quell’ubriaco!”
1946




Profilo biobibliografico di Ain Kaalep


Ain Kaalep è nato il 4 giugno 1926 a Tartu, in Estonia. Dopo il diploma di maturità conseguito nel ginnasio Hugo Treffner si iscrive nel 1943 all’Università della sua città natale per studiare le lingue ugro-finniche. L’Estonia in quel periodo era occupata dai tedeschi e il giovane Kaalep ritiene inaccettabile l’obbligo di arruolarsi nelle truppe armate straniere. Decide così di recarsi come volontario in Finlandia per assolvere ai suoi obblighi di leva. Nel 1944 ritorna in Estonia per opporsi da soldato all’offensiva sovietica. La polizia segreta russa lo arresta nel 1945 e lo tiene in prigione per più di un anno. Dopo aver riconquistato la libertà riprende i suoi studi, interrotti però di nuovo nel 1949: viene infatti espulso dall’Università di Tartu con la singolare accusa di essere un cosmopolita. Solo nel 1956 ottiene il permesso di laurearsi.

Poco più di trentenne, cura per la casa editrice Eesti Riiklik Kirjastus la pubblicazione dei poemi epici dell’Iliade e dell’Odissea. Lavora come insegnante; nel 1979 l’Università di Tartu lo chiama alla guida del Centro degli Studi sulle Traduzioni. Alla vigilia della liberazione dell’Estonia dall’occupazione sovietica, Ain Kaalep diventa delegato del Congresso Estone e membro dell’Assemblea Costituente. Dal 1989 fino al 2001 ricopre l’incarico di Caporedattore della storica rivista interdisciplinare Akadeemia. Nel 2002 diventa Professore di Arti Liberali presso l’Università di Tartu.

Nel 1962 pubblica due raccolte poetiche: Aomaastikud (Paesaggi degli albori), la sua raccolta d’esordio che era stata ostacolata per diversi anni, e Samarkandi vihik (Il quaderno di Samarcanda) contenente impressioni e riflessioni su un suo viaggio in Uzbekistan. Seguono poi le raccolte Järvemaastikud (Paesaggi lacustri, 1968), Klaasmaastikud (Paesaggi vitrei, 1971), Paani surm ja teisi luuletusi (La morte del dio Pan e altre poesie, 1976), Kuldne Aphrodite ja teisi luuletusi (L’aurea Afrodite e altre poesie, 1986). Nel 1999 pubblica Haukamaa laulu’ (I canti della terra di Haukamaa) scritti nel dialetto di Võru. Nel 2008 vede la luce Muusad ja maastikud (Muse e paesaggi) che raccoglie quasi tutta la sua produzione poetica dal 1945 al 2008 e offre, nella sezione intitolata Antaiose lugu ja teisi luuletusi (La storia di Anteo e altre poesie), anche una nutrita scelta di poesie che fino ad allora erano disperse in varie

pubblicazioni. Nel 2013 viene realizzato l’audiolibro Maised maastikud (Paesaggi terrestri) dove lo stesso autore dà voce ai componimenti poetici.

Ha tradotto nella lingua estone dal greco antico (Sofocle, Euripide) e dal latino (Ennio, Plauto, Orazio, Ovidio, Marziale); dallo spagnolo (Lope de Vega, Federico García Lorca, César Vallejo, Octavio Paz) e dal portoghese (Fernando Pessoa); dal catalano e dal gallego e dal galiziano e dalla lingua provenzale; dal francese (Victor Hugo, Charles Baudelaire, Stéphane Mallarmé, Jacques Prévert); dal tedesco (Johann Wolfgang von Goethe, Friedrich Schiller, Heinrich Heine, Bertolt Brecht, Günter Eich, Georg Maurer); dall’italiano (Francesco Petrarca, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale); dal polacco, dall’ucraino, dal turco (Nazim Hikmet), dal tagiko, dall’uzbeko, dal georgiano, e da altre lingue ancora. Ha sempre considerato la traduzione di un testo poetico come il compimento di un’opera d’arte che, nella sua nuova veste, dovrebbe ritrovare anche la perfezione formale dell’originale. È stato infatti fautore dell’approccio omoritmico alla traduzione, introducendo nei suoi lavori di trasposizione poetica degli auctores l’imitazione delle antiche forme metriche quantitative.

La gran parte del pensiero teorico e critico di Ain Kaalep è confluito in due raccolte di saggi: Maavallast ja maailmakirjandusest (Dell’ambito agreste e della letteratura mondiale, 1984) e Kolm Lydiat (Tre Lydia, 1997); nella terza, Kodu kõikjal kaasas (Casa sempre con sé, 2013), troviamo riflessioni sui viaggi. Ha scritto anche prose e testi teatrali. Dotato di singolare forza creativa continua a lavorare anche oggi, all’età di novanta tre anni, vicino al suo amato lago Verevi, a Elva, in una piccola città poco distante da Tartu.

Tra i numerosi riconoscimenti e onorificenze vanno menzionati: il Premio Juhan Liiv (1984); l’Ordine dello Stemma nazionale, decorazione di alta classe per i servizi resi allo Stato, conferitogli dalla Repubblica estone (1996); la nomina, da parte della Repubblica francese, a Ufficiale della Legion d’onore (2001); il Premio Ferdinand Johann Wiedemann (2010); ilPremio Jaan Kross (2010).

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