Maracanda - Chamdam Zakirov

Cod. Art. 978-88-7848-892-2
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Nel 2016 Abdullaev scrive di due peculiarità comparse nella poesia di Chamdam Zakirov negli ultimi anni. La prima è l’allontanamento dalla fonte; la seconda – il ritorno quasi costante a quella fonte, cioè alla località natia, che gli dei hanno abbandonato e dove torneranno chissà quando. Questo “chissà quando”, questa attesa diventa penuria, simile ai ruderi invitanti della casa paterna. Il lettore sprofonda in un mondo privo di nomi, dove tutto è massimamente locale, non ancora sfiorato dalla morte, irrimediabilmente prosaico. Questo spazio, tipico del paesaggio dell’Asia Centrale, è colmo di immediatezza, come la condizione della prima infanzia, quando sei autentico perché non hai memoria. Questo intervallo prevedibile si conclude qui e ora con un’abbondanza di dettagli privi di senso.

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