Miniature - Alla Gorbunova

Cod. Art. 978-88-9382-130-8
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Una diavoleria pietroburghese

la noce-locomotiva, il lampione-cetriolo, la teiera-scarpa –
mi circondano cose stupefacenti.(1)

I brevi racconti, che qui si presentano al lettore italiano, sono tratti da Le cose e le mose, la prima raccolta di prose di Alla Gorbunova, giovane poetessa, ormai affermata nel panorama letterario russo. È un’autrice dal forte temperamento innato, con una sua voce particolare, che arriva a note alte, fin quasi alla personalità creativa del giovane Majakovskij.
Non è l’ennesima “prosa di un poeta”.(2) Il lettore si imbatte in un volumetto, che capovolge la concezione di come debba essere la “prosa normale”, e che costringe a domandarsi: è prosa? Non è un oltraggio alla Grande Letteratura Russa?
È di certo un libro colmo di ironia, di un umorismo abbastanza cupo, legato a un senso di “allegro assurdo”.
Sono favole raccontate da un grande poeta, da un vero mago(3), nelle quali sono violate le leggi consuete della narrazione. Sono parabole, aneddoti, che narrano la morte, la solitudine e la sofferenza.I protagonisti (Dio e il diavolo, esseri umani, belve, troll, draghi, angeli) stanno sull’orlo del precipizio, soffrono per i sensi di colpa, per il vuoto circostante e per la loro vita, ormai priva di senso. Vivono la loro crisi esistenziale anche a livello fisico: Arkadij L’vovič prova dolore per “l’eterno distacco”, il marito di un’insegnante, essendo privo dell’anima, si riduce a una “biomassa”. Sono testi che si possono considerare come una profezia, una diagnosi emessa nei confronti della società contemporanea. Nella società di massa, dove gli angeli donano a due bimbi“un tablet, un ipod e un iphone”, gli esseri umani percepiscono il senso fortissimo dell’assurdità di quanto accade, si sentono soli.
In questi testi la realtà pare essere sotto controllo(4): se ne verifica la solidità con i metodi dell’assurdo. La realtà, continuamente sottoposta al dubbio, raggiunge il suo limite e, varcando tale limite, viene catapultata nella post-realtà di un film catastrofico. In tale mondo gli esami si danno in un obitorio, il gatto di peluche abbandona una città colpita da un’esplosione nucleare, una ragazzina fa amicizia coi moscerini... Sono personaggi intenzionalmente archetipi: il marito alcolizzato davanti alla tv, l’insegnante di letteraturala cui anima si eleva, lo scapolo che vive con il gatto Barsik; vengono a coincidere di fronte a una “circostanza” inimmaginabile, impossibile, ma accaduta nella loro vita.
In queste miniature il mondo viene rappresentato alla maniera di Hieronymus Bosch(5). Ogni testo è un’allegoria in cui ha luogo una lotta con la realtà assurda o fantasmagorica.
Sono testi strani e spaventosi, che conviene leggere: ci si può convincere che nella prosa russa contemporanea ci sono fenomeni che stanno al di fuori delle “storie attraenti” care al cosiddetto “mainstream”. Sono molto di più di semplici racconti. Oppure non assomigliano a racconti: sono paradossi filosofici.
È praticamente poesia in prosa(6): testi brevi, anche se non in rima, comunque con un ritmo interno. Come spesso accade con i versi contemporanei, in questi racconti pare non accadere nulla. Nella prosa ci deve essere la trama, il culmine, una conclusione, talora una morale. Invece qui manca la morale, talvolta anche la trama. Una terapeuta lavora all’inferno, compone un promemoria per i suoi clienti. Un critico brillo scrive su internet sciocchezze, come suo solito. Un uomo torna nella città natale e va sott’acqua, una carpa gli va incontro. Ed è tutto.
Tutti gli avvenimenti in queste storie brevi assomigliano a sogni farneticanti(7). Ma al contempo non c’è dubbio che possono capitare per davvero. La vicinanza del mondo della superstizione e dell’orrore quotidiano è notata dall’autrice stessa: “Tutti vivevano in pacee in concordia, ma shit happened”.
Le prose brevi di Alla Gorbunova sono un inno all’assurdo assoluto, puro, che accade nella vita quotidiana.(8) Un assurdo molto semplice, naturale, ma non per questo meno spaventoso.

1) Versi tratti dalla raccolta La rosa dell’angola (Milano 2016).

2) Arsen Mirzaev, “Alla Gorbunova: ‘Vešči i ušči’” [Alla Gorbunova: “Le cose e le mose”], http://www.natsbest.ru/award/2018/review/alla-gorb...

3) Anastacija Cylina,”Ekzistencial’nye skazki” [Favole esistenziali], https://prochtenie.org/reviews/29227fbclid=IwAR257RcpY0tqjo58OeNiOEz6lVJseHFDmgrkKhJdGZRtRepDum4i5fLUtt8

4) Viktorija Gendlina, “Očen’ strannye dela” [Faccende molto strane], in https://www.svoboda.org/a/28867899.html

5) Artem Novičenkov “Psichoanaliz v adu” [La psicanalisi all’inferno], https://prochtenie.org/experiments/29160?fbclid=IwAR2LL1WdpV3k7FYPH0_9VmCHOVJMaGJrbRIddTK2tYW_o3EB2QSCer8P6Hg

6) Konstantin Milčik, https://iz.ru/737795/konstantin-milchin/adovy-sily?fbclid=IwAR25leWdzeQs_ouI9OjDl7LSuW3YIh2XuTPpMM0-V4IOVciXFhrNCMY-I3w

7) Sergej Sdobnov, https://inde.io/article/8712-zimnee-chtenie-istoriya-kavayi-razoblachenie-mifov-o-russkih-izobretatelyah-ustroystvo-pohoronnoy-industrii?fbclid=IwAR3P1LyKQE_PsheEMgMq4-NKMUjHyjzK5McTLtN2ioLveQXEx62eD16qjqA

8) Boris Kuprijanov, Alla Gorbunova: ‘Vešči i ušči’” [Alla Gorbunova: “Le cose e le mose”],
http://www.natsbest.ru/award/2018/review/alla-gorbunova-veshi-i-ushi-2/

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