Quando le ombre... Elena Bartone

Cod. Art. 978-88-9382-119-3
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Possono davvero le ombre cantare il sole? Sembra una provocazione, forse un grido, l’opera poetica di Elena Bartone. Una provocazione che si fa grido e che riesce a contestare una certa immagine del divino, scolpita dentro, nel cuore delle umane generazioni. Una provocazione a ripensare e a mettere in discussione quell’immagine dicotomica della realtà che vuole collocare, in una fatalistica divisione, luce e tenebre, cielo e terra, materia e spirito, Dio e uomo. In tal modo la ricerca innata dell’oltre, il sussulto umano dell’anima verso la trascendenza, lì, tutto, si esaurirebbe: in un illusorio sussulto, in un inutile anelito all’esodo, sempre destinato a rientrare deluso nell’orizzonte finito dell’ombra. Ma può esserci ombra senza luce? Non è forse l’ombra stessa il lato oscuro della luce? In questa linea si muove la ricerca poetica, il canto, di Elena Bartone. “Non oso pensarmi invisibile”, scrive, tanta è la consapevolezza della Presenza Divina, così concreta da poter rimanere invisibile senza tradire la realtà. La realtà che passa attraverso il peso leggero di parole generate dal silenzio e ad esso, come onde che sempre ritornano al mare, continuamente riconsegnate. Parole eco di quella Parola altra, capace di “combattere i languori” e di vincere l’ineluttabile “disarmonia del vivere”. In tal modo la realtà umana non si perde in un indefinito divino senza contorni, come l’apparente consistenza della bambola di sale che diviene subito impalpabile al contatto del mare. Non si perde l’umano se si riconosce abitato, se sente vinta in sé la solitudine di Adamo, se fa del suo cuore uno scrigno, o come “urna abitata dalla resurrezione”. Non si perde l’uomo che, vinta la naturale ritrosia per l’aberrante croce, la riceve come “come zattera”, possibilità di salvezza offerta al naufrago di ogni tempo, mano tesa che conduce e riconduce, nel continuo andirivieni dell’umano e del divino.

Per questo le ombre possono cantare il sole, poiché altro non sono che forme della luce. Così come l’uomo è la forma di Dio, inseguito e cantato in queste poesie.

Don Giorgio Garrone


*

In questa girandola
d’immobilità della vita,
con l’animo sospeso
tra il naufragare e il vuoto,
ci sarà un motivo
se ancora la poesia raggiunge
i miei lidi dove fingo
di aver dimenticato la parola,
che chiama, chiede ascolto,
s’innalza al di sopra.

Così vivo, pulso di emozioni,
scavo nelle ombre, gli angoli dipingo,
scandisco l’attimo
e ritorno al Principio




Notizia

Elena Bartone è nata a Torre di Ruggiero – CZ – e vive in Piemonte dove insegna lettere. È laureata in Giurisprudenza e in Lettere con una tesi sull’opera di Cesare Pavese.

Ha vinto molti premi letterari, tra cui il premio Cesare Pavese, nel 2004 e nel 2006.

Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: Sonagliere di corallo, Libellule d’altrove, L’ora blu, Palme di velluto, Arcobaleni lunari, Una sillaba sussurrata, Francesco, nel silenzio, la sua traduzione in spagnolo: Francisco, en el silencio e Vento d’onde.

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