Sono un deserto - Sergio Pasquandrea

Cod. Art. 978-88-9382-135-3
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Sulla soglia

Ho conosciuto Sergio Pasquandrea tra la fine del 2007 e gli inizi del 2008. Avevamo entrambi pubblicato in una antologia di LietoColle, curata da Giampiero Neri e Fabiano Alborghetti. Quando gli chiesi di farmi leggere altro materiale rispetto a quello dell’antologia, Sergio mi inviò delle poesie, alcune delle quali ritrovo adesso, a distanza di dieci anni, in quest’opera pubblicata sempre con LietoColle.

L’intera raccolta esprime, in effetti, il desiderio di fare i conti con la propria storia umana e artistica, nel tentativo di uscire da una impasse creativa – riflesso di quella storica – che già da un po’ attanaglia il nostro autore. Lui stesso esprime a più riprese una inattitudine al presente e un anelito al vuoto che però ci appare più la vocazione a una ricerca d’equilibrio zen che un’illuminazione perfettamente compiuta; così che il dichiarato: «Sono un deserto» andrebbe piuttosto letto come un sottinteso: «Vorrei essere un deserto». Con tutti gli interrogativi che una simile tensione imprime agli esiti futuri del suo lavoro in versi.

Dal canto suo Sono un deserto si evidenzia subito come una raccolta di grande intelligenza e respiro emotivo, caratterizzata da un’assoluta volontà di chiarezza, sia nella nitidezza formale che nella scelta assai ponderata di un verso prosastico e di un vocabolario immediato che è la piena evoluzione di una ricerca cominciata con Oltre il margine (Fara, 2015), nel tentativo di un’apertura all’altro, di una necessità di comunicare con l’altro su di un piano di parità linguistica.

L’impressione è ancora più forte se si mette a confronto questa con la sua prima silloge, Approssimazioni (Pietre Vive, 2013), dove la ricerca formale si spingeva fino a una versificazione pura, spigolosa, verticale che aveva i suoi numi in De Angelis e nel primo Magrelli, e che dunque era destinata a pochi esegeti. Sono un deserto è invece, all’opposto, traccia di un percorso assai irto e personale verso la trasparenza, ad oggi la sua prova più accessibile e ricca.

La sorpresa sarà piuttosto, per il lettore, scoprire come quello delineato finora sia in realtà un percorso perfettamente circolare, che dal cupo nitore delle sue prime poesie compiute – qui riassunte in alcune scelte inserite nell’ultimo capitolo – si è spinto verso la vertiginosa oscurità di Approssimazioni per poi planare nei territori pre-oraziani di quest’opera che, posizionata sulla soglia, è un intenso congedo dalla propria giovinezza e un benvenuto alla maturità sopraggiunta.


Antonio Lillo




È solo il sonno

Nello specchio ritrovi
ciò che l’epoca ti ha concesso
la faccia l’esterno del corpo.
È solo il sonno a guidarti
verso una trama coerente.
Nell’attesa i legami si attenuano
tutto tende al proprio minimo.
Chiami fortuna se le parole
hanno già effuso tutto il sangue
la misura è corretta il cerchio lento.
Quando apri la porta il giorno
è già chiaro e alto. Puoi deporre
il peso – spiccare il salto.




Notizia

Sergio Pasquandrea è nato a San Severo (FG) nel 1975. Dai primi anni Novanta vive a Perugia, dove insegna in un liceo.

Nel 2014 è apparsa la sua prima silloge, intitolata Approssimazioni (Pietre Vive), seguita poi da Oltre il margine (Fara, 2015), Un posto per la buona stagione (Qudu, 2016) e Approssimazioni e convergenze (Pietre Vive, 2017). Ha inoltre pubblicato due plaquette: Topografia della solitudine. Diario newyorkese (Fara 2010) e Parole agli assenti (Smasher 2011). Nel 2018 è uscita per Pietre Vive la seconda edizione di Topografia della solitudine, in formato ebook e audiolibro, con letture di David Riondino.

Oltre all’attività letteraria, si interessa di critica musicale, collaborando con il bimestrale specializzato “Jazzit”; ha scritto anche per i blog “Nazione Indiana”, “La poesia e lo spirito”, “Jazz nel pomeriggio”, “Word Social Forum”, “Artmaker” e “Carte Sensibili”. Ha pubblicato nel 2014 il volume di racconti Volevo essere Bill Evans (Fara) e nel 2015 il saggio Breve storia del pianoforte jazz. Un racconto in bianco e in nero (Arcana Editrice); di prossima pubblicazione, per le edizioni EDT, un saggio sul pianista Brad Mehldau.

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