Stellario boreale - Neil Novello

Cod. Art. 978-88-9382-056-1
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Dono d’astro

C’è un disegno di Paul Klee, del 1913, intitolato Ein Engel überreicht das Gewünschte (Un angelo dona ciò che è desiderato). Esiguo lo spazio dell’opera: circa tredici per venti centimetri. È un foglio di carta Ingres di colore giallo montato su cartone. A penna, Klee schizza una scena metà umana, metà divina.

Sulla parte sinistra, vi si vede un uomo in ginocchio sul ciglio di un baratro, le braccia protese. Sulla parte destra un angelo in volo a planare, tra le mani una stella. A separare e unire la creatura inerme e il dio veniente, Klee traccia una linea verticale collocando le figure in due riquadri: in basso a sinistra, il luogo di terra è per l’uomo, in alto a destra, il luogo di cielo è per l’angelo.

Intorno a loro, nulla.

È una scena d’incontro perché le braccia dell’uomo anelano al cielo, perché la venuta angelica è destinata a culminare in terra. Chi sta per precipitare e chi sta per planare sono due creature a un imminente dialogo senza parole: l’uomo desidera ciò che l’angelo donerà, l’angelo dona ciò che l’uomo già desiderava.

Recando la stella, l’angelo reca una salvezza. Il desiderio-del-dono astrale viene quindi dalla condizione umana. Perché parla dalla caducità, dallo scacco esistenziale, dal limitare di una rovina terrestre. Viene anche da un’epifania transumana o dall’insperata parusìa dell’angelo, il donatore che porta il miracolo.

La conversazione stellare tra il desiderio umano e la gratificazione angelica, nell’uomo dice una volontà di stella come volontà di abbandonare questo mondo per abitarne uno nuovo. Venendo da così lontano, con il dono dell’astro l’angelo dà all’uomo una materia prima: la stella come lingua del cielo. Perché l’uomo attende la stella-lingua per abitare un altro mondo, perché abitarlo significherà saper parlare un’altra lingua.

Stellario boreale nasce da Un angelo dona ciò che è desiderato di Klee ma sta in un tempo idealmente futuro al desiderio-dono della stella. Risanata la frattura tra i due mondi, l’umano migrato ai regni della koinè angelica, lo Stellario vive, va a vivere o va a cadere come va ad accadere in un ultramondo.

Ciò che è desiderato-donato, la stella-lingua raccolta dall’uomo al limite della perdizione terrestre, ora è un astro da portare lontano per essere restituito.

Per essere ridonato ad altro desiderante che già attende altrove: tu.

Neil Novello




Notizia

Neil Novello (Oslo, 1969) vive a Bologna. In poesia ha pubblicato Falò de’ rosarî (2011), Rosa meridiana (2004). In ambito narrativo, Nostàlghia (2013). Ha anche pubblicato Giorgio Cesarano. L’oracolo senza enigma (2017), Jean Genet. Epopea di bassavita (2012), Pier Paolo Pasolini (2007) e Il sangue del re. L’opera di Pasolini (2007). È curatore di I giorni del dissenso, La notte delle barricate di Giorgio Cesarano (2018), Envoi Gramsci. Cultura, filosofia, umanismo (2017), Tràgos. Pensiero e poesia nel tragico (2014), Apocalisse. Modernità e fine del mondo (2008), La sfida della letteratura. Scrittori e poteri nellItalia del Novecento (2004), L’aurora immortale. Le arti e il cinema (2004).

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